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A Palazzo Ducale la mostra che racconta il volto umano della polizia di Stato: tre giorni tra immagini, storie e memoria

Fino al 12 aprile, nell’atrio porticato di Palazzo Ducale, è visitabile la mostra fotografica “La persona oltre la divisa”, allestita in occasione del 174° anniversario della fondazione della polizia di Stato. Anche dodici scatti per mostrare non solo l’uniforme, ma anche le storie personali delle donne e degli uomini in servizio

Non soltanto una celebrazione istituzionale, ma anche un invito a guardare oltre l’uniforme. Da giovedì 10 a domenica 12 aprile, nell’atrio porticato di Palazzo Ducale, nell’area davanti alla biglietteria, è stata allestita la mostra fotografica “La persona oltre la divisa”, iniziativa inserita nelle celebrazioni per il 174° anniversario della fondazione della polizia di Stato. L’esposizione, realizzata dal Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, accompagna idealmente il calendario 2026 della polizia di Stato e prova a raccontare, attraverso dodici immagini, il lato più umano di chi ogni giorno lavora al servizio della collettività.

Il progetto mette al centro le donne e gli uomini della polizia di Stato non soltanto nel loro ruolo professionale, ma anche nella dimensione personale, mostrando le motivazioni, i percorsi e le storie che stanno dietro alla scelta di indossare una divisa. Le fotografie, firmate da Guido Stazzoni e Settimio Benedusi, cercano infatti di cogliere espressioni, gesti e relazioni capaci di restituire il senso di appartenenza, la collaborazione quotidiana e quel legame tra persone che tiene insieme le tante anime della polizia di Stato.

Il filo conduttore della mostra sta proprio in questo doppio sguardo. Da una parte ci sono le immagini di gruppo in uniforme, che richiamano l’unità, i valori comuni e la forza del corpo; dall’altra i ritratti individuali in bianco e nero, pensati per far emergere le identità, i vissuti e la dimensione più intima delle persone ritratte. È un racconto visivo che punta a tenere insieme dovere e vita quotidiana, servizio e sfera familiare, con l’idea di mostrare la polizia di Stato come una comunità fatta di professionalità, responsabilità e umanità.

Nel presentare il calendario 2026, il capo della polizia prefetto Vittorio Pisani ha spiegato che questo linguaggio per immagini vuole evocare proprio l’equilibrio tra missione istituzionale e vita personale, proiettando il racconto della polizia verso i cittadini e verso il futuro che si intende costruire insieme alle comunità. Una visione che trova nella mostra genovese una traduzione concreta e accessibile, dentro uno dei luoghi simbolo della città.

C’è poi un altro aspetto che aggiunge significato all’iniziativa. Il calendario della polizia di Stato non è stato pensato soltanto come strumento di comunicazione, ma anche come gesto di solidarietà. I proventi delle vendite sono stati infatti destinati al piano “Marco Valerio”, che sostiene le famiglie degli agenti con figli affetti da gravi patologie, e al progetto “Water, sanitation and hygiene” dell’Unicef in Zambia, legato all’accesso all’acqua potabile.

La mostra resterà visitabile fino a domenica 12 aprile e si presenta come uno degli appuntamenti più significativi del programma legato all’anniversario della polizia di Stato a Genova. Un percorso breve nel tempo, ma costruito per lasciare un’impressione precisa: dietro ogni divisa c’è una persona, con la propria storia, le proprie ragioni e il proprio modo di servire gli altri.


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